Sicurezza dell’ossigenoterapia iperbarica nei pazienti anziani

Mettiamo in evidenza un articolo retrospettivo multicentrico di recentissima pubblicazione che tratta un tema che il clinico iperbarico si trova ad affrontare ogni giorno, il paziente anziano e grande anziano a cui è stato prescritto ciclo di ossigeno terapia iperbarica (OTI). https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41429027/

L’aumento dell’aspettativa di vita pone nuove sfide nella gestione clinica di questi pazienti candidati a ossigenoterapia iperbarica (OTI), una terapia sistemica non invasiva che prevede l’inalazione di ossigeno puro in ambiente pressurizzato e che trova indicazione in molteplici patologie. Lo studio multicentrico retrospettivo analizzato ha valutato la sicurezza dell’OTI in soggetti di età ≥75 anni trattati tra il 2019 e il 2023 in due centri siciliani: l’ARNAS Civico Hospital Di Cristina Benfratelli a Palermo e l’Emergency Hospital Cannizzaro di Catania.

Metodi e popolazione

Sono stati inclusi 69 pazienti anziani (età media 78 anni), sottoposti complessivamente a 1.799 sedute di OTI con pressioni comprese tra 2,4 e 2,8 ATA, dopo accurate valutazioni pre-trattamento cliniche e strumentali (visita ORL, ECG, esami ematochimici, radiografia del torace ed ecocardiogramma quando indicato).

Le principali indicazioni terapeutiche sono risultate:

  • infezioni necrotizzanti progressive (33,3%)
  • ipoacusia neurosensoriale improvvisa (17,3%)
  • lesioni tissutali croniche post-radioterapia (14,5%).

Eventi avversi e tollerabilità

Eventi collaterali si sono verificati nel 20,3% dei pazienti, prevalentemente:

  • barotrauma dell’orecchio medio (8,7%)
  • barotrauma dei seni paranasali (4,3%)
  • ansia da confinamento (4,3%)
  • ipoglicemia e dolore toracico (1,4% ciascuno).

Tali eventi sono stati generalmente lievi e risolti con trattamento tempestivo; non sono stati registrati eventi pericolosi per la vita né tossicità da ossigeno.

L’incidenza complessiva di effetti avversi è risultata pari a circa 0,78% delle sedute, valore sovrapponibile a quello osservato in popolazioni più giovani.

Significato clinico

Nonostante la maggiore fragilità e la frequente presenza di comorbilità (ipertensione, cardiopatie, diabete, dislipidemia), l’OTI si è dimostrata una terapia sicura anche nei pazienti molto anziani, purché vengano rispettati:

  • rigorosi criteri di selezione e valutazione pre-trattamento
  • monitoraggio clinico continuo
  • adeguata formazione del personale e comunicazione con il paziente.

Limiti e prospettive

I principali limiti dello studio riguardano il campione ridotto e il disegno retrospettivo. Sono pertanto necessari studi prospettici randomizzati con casistiche più ampie per definire meglio efficacia a lungo termine e protocolli ottimali nell’anziano.

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