Il polpo dagli anelli blu e la sua temibile tetrodotossina
Omnia venenum sunt: nec sine veneno quicquam existit. Dosis sola facit, ut venenum non fit. (Paracelso, Opera Omnia)
Con la bassa marea, nelle coste Australiane, un piccolo bellissimo invertebrato, il polpo da gli anelli blu (L’Hapalochlaena lunulata) si aggira tra le rocce in cerca di piccoli crostacei. Le dimensioni ridotte, circa una palla da tennis (7 cm e 60 gr di peso), e i colori accattivanti nascondono la più potente delle neurotossine la tetrodotossina (TTX) che il polpo inocula mediante il morso del suo becco appuntito (formato da quattro denti fusi da cui deriva la famiglia dei Tetraodontidae) che può attraversare anche la muta di un subacqueo.
Se disturbato avvisa facendo lampeggiare gli anelli che si colorano di un blu intenso e subito dopo inocula il veleno che può uccidere anche un essere umano.
Il suo veleno, termostabile, prodotto da batteri simbiontici localizzati nelle ghiandole salivari, ha un LD50 di 0,004 mg/Kg, uno dei più letali presenti negli animali 100 volte più potente del cianuro di potassio. (È detta LD50 la dose in mg di una sostanza in grado di uccidere la metà di una popolazione campione misurata in kg di ratti adulti esposta ad essa). *
Gli attacchi nei confronti degli uomini sono quasi sempre accidentali e capitano inavvertitamente quando non visto, infatti le sue doti di mimetizzazione sono eccezionali, o ancora peggio quando si cerca di prenderlo in mano non conoscendone la pericolosità.
Il veleno, lo stesso presente nel pesce palla (contenuto in un piatto tipico giapponese, il fugu, consumabile solo a seguito di una preparazione appropriata e dose non mortale “è la dose che fa il veleno” Paracelso), produce appena entrato in circolo una paralisi muscolare e può portare alla morte per arresto respiratorio.
I sintomi iniziali (dopo 5’ – 10’) comprendono: dolore nel punto di inoculazione, formicolio e tremore alle labbra e lingua, salivazione abbondante, contrazioni muscolari, sudorazione, dolori pleurici, senso di costrizione in gola, afonia, convulsioni, ipotensione, bradicardia.
La vittima, nonostante sia completamente paralizzata, può essere cosciente e in alcuni casi completamente lucida fino a poco prima della morte, infatti la tossina non attraversa la barriera ematoencefalica, quindi il cervello e il cuore non sono inizialmente interessati, ma la progressiva ipossia produrrà danni anche a questi organi. (La zombie powder contenente tetrodotossina si utilizzata in rituali vudù ad Haiti per far cadere gli adepti in stato di trance).
La morte in genere può avvenire dopo alcune ore.
Non esiste ancora un antidoto, anche se passi avanti si sono fatti sperimentalmente su cavia, ma è necessario condurre ulteriori test per determinare l’efficacia negli esseri umani.
La terapia consiste nel sostegno delle funzioni vitali e lavanda gastrica nel caso di ingestione di fugu. **
Ma se da un lato questa potente tossina nasconde una pericolosissima insidia mortale, dall’altro si stanno conducendo studi scientifici per verificarne l’utilizzo in vari ambiti della medicina, quali ad esempio la terapia del dolore nei pazienti oncologici e il trattamento della fotofobia nei ratti con lesioni corneali.
La conoscenza deve rappresentare non soltanto il faro della ricerca, ma anche di chi si appresta ad ammirare questa meravigliosa creatura nel suo habitat naturale: conoscerne la pericolosità, soprattutto per la comunità subacquea, è imperativo per evitare le drastiche conseguenze del suo morso.
* La dose letale media della tetrodotossina per il topo (LD50) specificata dalla scheda di sicurezza è di 334 µg per kg. Assumendo che la dose letale per gli umani sia simile, 25 milligrammi di tetrodotossina possono uccidere una persona di 75 kg. La quantità necessaria per raggiungere una dose letale per iniezione è molto più piccola, pari a 8 µg per kg.
** Material Safety Data Sheet Tetrodotoxin. Sigma-Aldrich Version 1.6 updated 10 March 2007.
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| Pesce palla | Polpo dagli anelli blu | Becco chitinoso del polpo (foto di f Juan P. Lonza, MD, Iquique, Chile.) |
Scheda polpo dagli anelli blu.
Il polpo dagli anelli blu è localizzato nell’Oceano Pacifico occidentale, vive nella barriera corallina Australiana e nei mari del Giappone, della Malesia, delle Filippine e dell’Indonesia, è comunque un animale pacifico e non aggressivo.
Il meccanismo d’azione del suo veleno, il blocco selettivo del canale del sodio, venne dimostrato definitivamente nel 1964 da Toshio Narahashi e John Moore della Duke University.
La tetrodotossina si lega a quello che è noto come il sito 1 del poro del canale del sodio voltaggio-dipendente. Il sito 1 si trova nella apertura extracellulare del poro del canale ionico. Il legame di qualsiasi molecola a questo sito può temporaneamente disabilitare la funzione del canale ionico. La tossina blocca il potenziale d’azione nei nervi, essenzialmente impedendo alle cellule nervose di far entrare il sodio nelle cellule e dunque impedendo la depolarizzazione (ma impedendo così anche la morte cellulare per rigonfiamento torbido.
| Tetrodotossina | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula brutao molecolare | C11H17N3O8 |
| Massa molecolare (u) | 319.28 g/mol |
| Aspetto | cristallino incolore |
| Numero CAS | 4368-28-9 |
| Numero EINECS | 224-458-8 |
| PubChem | 20382 |
| SMILES | C(C1(C2C3C(N=C(NC34C(C1OC(C4O)(O2)O)O)N)O)O)O |
Da Wikipedia
Bibliografia
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