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Deep stop: la sosta profonda è defunta?

I subacquei del gruppo di discussione Facebook “It Hobby Scuba” hanno attivato una costruttiva discussione su quanto ho presentato al convegno della NADD a Colico (Lecco) il 19 novembre 2016. Ritengo utile rendere pubblici i punti salienti per stimolare lo scambio di opinioni in questo sito SIMSI. Alla fine di questo articolo trovate le slide presentate al convegno.

nadd1Innanzitutto un chiarimento sulla terminologia di “deep stop”. Io traduco in italiano “stop” con “tappa” se questa è prevista dal software, dal computer o dalla decompressione mnemonica (la tappa, così intesa, deve essere certamente effettuata). Traduco con “sosta” se essa fosse arbitrariamente aggiunta a quanto previsto dal metodo di calcolo della decompressione scelto (ritengo la sosta, così intesa, spesso inutile se non dannosa).

Angelo Ubiali ha riportato la sintesi di quanto è stato affermato nel convegno:

  1. Evitare le “deep stop” aggiuntive (cioè le “soste”) rispetto alle tappe obbligatorie definite dall’algoritmo utilizzato per il calcolo della decompressione.
  2. Tutti i computer danno profili di decompressione più che adeguati.
  3. Molti fattori possono determinare lo stress decompressivo. L’endotelio dei vasi sanguigni reagisce ad esso rilasciando delle “microparticelle” (citochine pro-infiammatorie) che attivano l’infiammazione già in profondità, prima di  iniziare la risalita. Le citochine, a loro volta, attivano l’espressione delle beta 2 integrine (una sorta di “tentacoli”) sui globuli bianchi favorendone l’adesione all’endotelio, il passaggio (diapedesi) nei tessuti e il danno infiammatorio. Quindi è importante prevenire lo stress decompressivo e la conseguente infiammazione già durante il tempo di fondo dell’immersione (oltre che gestire bene la risalita).
    Preciso che per “stress decompressivo” si intende la pressione parziale di azoto e/o ossigeno elevate (rispettivamente oltre 3,2 bar e 1,3 bar), un tempo totale di decompressione superiore a 30 minuti, il profilo di risalita saliscendi o a yo-yo, l’intervallo superficie  inferiore alle due ore, l’intervallo tra immersioni successive superiore a 21 giorni.
  4. Lo stato infiammatorio in immersione è correlato con la forma fisica.  Il fumo, l’elevato colesterolo, l’indice massa corporea (Body Mass Index) oltre 30, la circonferenza addominale oltre la norma aumentano significativamente il rischio relativo di patologia da decompressione.
    Nel 2016 l’International Maritime Contractors Association (IMCA) ha modificato il logbook degli Operatori Tecnici Subacquei inserendo il parametro della forma fisica (consumo di ossigeno calcolato con test da sforzo, Body Mass Index, circonferenza addome) perché è condiviso che l’alterazione di questi parametri è correlata con la sofferenza endoteliale e l’aumento del rischio cardiovascolare (oltre che dell’incidente da decompressione).
  5. La desaturazione del gas inerte è correlata con il pH del sangue (che sposta la finestra dell’ossigeno).
  6. In caso di incidente da decompressione immeritato (cioè in assenza di errori manifesti durante la risalita) la causa potrebbe essere non solo lo shunt destra sinistra ma anche altri fattori non modificabili (età superiore a 50 anni; alterazione genetica della sintesi di monossido di azoto o predisposizione alla trombofilia) o modificabili (quelli correlati alla forma fisica, sopra in parte elencati).

Qual è il parere attuale degli esperti (in particolare del DAN) sulle soste profonde?nadd2

Il dottore Peter Denoble (2010) in un articolo sulle “deep stop” pubblicato, nel 2010, sulla rivista del DAN “Alert Diver Network online” riporta il parere di diversi esperti i quali concordano sulla necessità di essere prudenti nell’inserire le soste profonde nella procedura di decompressione. La conclusione dell’articolo è “There is insufficient evidence to suggest a deep stop (inteso come “sosta profonda” secondo la mia traduzione) offers any advantage”.

Il dottore Simon Mitchell afferma che i subacquei non dovrebbero modificare arbitrariamente l’algoritmo di decompressione. Se le soste profonde (facoltative) fossero inserite alla profondità sbagliata e/o per un tempo errato, vi sarebbe un aumento significativo (e non la diminuzione) della probabilità di incidente da decompressione. Se il subacqueo ritenesse accattivante il concetto delle soste profonde, dovrebbe scegliere un algoritmo che preveda le tappe profonde (che sono obbligatorie) “

Il professore David Doolett segnala gli studi sperimentali della  Diving Unit della US Navy su quasi 400 immersioni con respirazione in aria a 52 metri di profondità per un tempo di fondo di 30 minuti. A parità di tempo totale di decompressione, in metà delle immersioni sono state inserite soste profonde, nell’altra metà sono state evitate. Si sono verificati più casi di incidente da decompressione nelle decompressioni con soste profonde rispetto a quelle che non le prevedevano.

Già nel 2005, uno studio francese aveva  evidenziato che “The addition of deep stops requires careful consideration. Two of our Experimental Ascent Profiles (aggiunta di soste profonde) made no difference and one produced increased bubbling”

La subacquea FGB, del gruppo It Hobby Scuba, chiede delle precisazioni su come settare computer quali il Suunto dove si può impostare la sosta profonda da 1 a 2 minuti. Ritiene che questo consenta di evitare l’innesco e la espansione delle bolle durante la risalita. Ciò appare utile, per lei, soprattutto per chi abbia già subito un incidente da decompressione neurologico apparentemente immeritato.

Certamente chi abbia subito un incidente da decompressione desidera evitare che esso si ripeti. Attualmente, la sicurezza in immersione sembra – però – dipendere principalmente dalla forma fisica (sia per le variabili non modificabili come l’età oltre i 50 anni e il profilo genetico che per quelle modificabili: BMI, circonferenza addome, pressione arteriosa, colesterolo, shunt destra sinistra, fumo) piuttosto che dal profilo di risalita.
Il SUUNTO (e tutti i computer sia con algoritmo RGBM sia compatimentale) sono già sufficientemente conservativi nella loro impostazione di base, pertanto le soste profonde potrebbero essere utili nelle immersioni con elevato stress decompressivo (vedi sopra per la definizione) altrimenti sembra preferibile semplificare la risalita il più possibile (cioè evitare le soste arbitrarie).
L’ampio uso del condizionale è giustificato dalla necessità di ulteriori studi scientifici a supporto delle osservazioni esposte.

Di seguito le slide che ho presentato durante il convegno

11 Comments

  1. Giuseppe Troisi ha detto:

    Quindi , io che ho superato i 50 anni da un po e inevitabilmente ho un po di pancetta, stando agli studi effettuati non potrei piu’ immegermi con l’ARA ? Fin’ora ho rispettato i tempi raccomandati dalle tabelle e (oggi) dal computer, facendo spesso soste profonde e sono qui a scriverlo. Incrocio le dita per il mio futuro ! Buone bolle a tutti.

    • Pasquale Longobardi ha detto:

      caro Giuseppe,
      grazie per il gradito commento. Intuisco che sei un subacqueo prudente e questo è di buon auspicio per immersioni sicure anche per il futuro.
      Tu hai il rischio “relativo” un incidente da decompressione ogni 833 immersioni (rispetto alla media generica per le immersioni ricreative di 1 incidente ogni 15 mila immersioni). L’ho calcolato considerando solo tre parametri alterati (età, “pancetta” e alimentazione prevalentemente basata su proteine e carboidrati). Il rischio sarebbe maggiore nel caso di fumo di sigarette, colesterolo elevato, PFO positivo, test genetico alterato, immersioni saltuarie o impegnative.
      Il rischio “relativo” è la probabilità di incidente da decompressione che hai tu (cinquantenne con la pancetta) rispetto alla probabilità che hanno i subacquei più giovani e senza pancetta (o a te stesso quando eri più giovane e senza pancetta), a parità di profilo di immersione. Suona davvero strano che l’età, la pancetta e gli altri fattori sopra citati rendano più probabile l’incidente da decompressione?
      Nessuna preoccupazione, è sufficiente migliorare lo stile di vita: un pò di attività fisica e la giusta alimentazione. Sono gli argomenti che tratteremo nello stand SIMSI_EUDI “DOCTOR_DIVE” all’EUDI Show 2017 (http://www.eudishow.eu/) dove ti aspetto volentieri per inserire, in un innovativo software, tutte le tue variabili (porta gli ultimi esami del sangue, il logbook aggiornato e prenota nel sito appena apriranno le iscrizioni gratuite). Conoscerai il tuo rischio “relativo” preciso.
      Ti anticipo già la conclusione: berremo insieme un bicchiere di vino conservato sott’acqua (offerto dalla SIMSI) e ci faremo offrire mortadella e parmigiano nello stand affianco.
      Un caro saluto, Pasquale Longobardi

  2. Walter Esposito ha detto:

    Salve, sono un istruttore Fipsas di Napoli, ho letto con molta attenzione l’articolo e grazie per questo aggiornamento e per lo spunto di riflessione. Tuttavia mi sorge una perplessità, ma su alcuni computer, tipo il Uwatech Galileo, ove si puo’ programmare l’eventuale sosta profonda , non è quindi consigliato impostare su “on” questa opzione?
    Premetto che ho superato di poco la 40 ina ed un po’ di pancetta “meritata” c’è.
    Grazie in anticipo per la risposta

    • Pasquale Longobardi ha detto:

      caro Walter, grazie per l’attenzione.
      Come hai ben capito alcuni fattori facilitano l’infiammazione durante l’immersione. La tua età va bene (sei sotto i 50 anni), mentre la circonferenza dell’addome superiore a 94 centimetri, misurata a livello delle creste iliache o bacino, aumenta il rischio relativo (cioè relativamente a una persona con la circonferenza normale, a parità di profilo di immersione) di 1,5-2 volte. Altri fattori di rischio sono elencati nell’articolo. Se il tuo unico rischio fosse la “pancetta” la probabilità di incidente da decompressione sarebbe di un incidente ogni 7500 immersioni invece che ogni 15 mila. Difficile che tu ti immerga così frequentemente, pertanto sii tranquillo.
      Ciò premesso, imposta il computer senza soste profonde quando fai una sola immersione al giorno, entro i 40 metri, per un tempo totale inferiore ai 60 minuti e con profilo di risalita regolare (senza saliscendi). Viceversa, inserisci la sosta profonda per la seconda immersione della giornata (e successive), per immersioni profonde e lunghe o con profilo di risalita irregolare (con saliscendi).
      Un caro saluto (anche alla amata Napoli, mia città natale)
      Pasquale Longobardi

      • Walter Esposito ha detto:

        Grazie mille Pasquale, sei stato chiarissimo , applichero’ queste nuove informazioni nei protocolli ,che insegnamo nella nostra scuola di subacquea.
        Ti saluto affettuosamente dalla NOSTRA città Napoli e se puoi vieni a trovarci, magari organizziamo un interessante seminario su questa tematica.
        Buon lavoro e spero a presto.
        Walter Esposito
        338 6280602

  3. Alva kattan Alessandro ha detto:

    Buongiorno, domanda sintetica. Un solo tuffo a 50 mt in aria con decompressione di 30 minuti con ean 50, il deep stop del galileo sol lo disattivo? O lo lascio? Grazie e cordiali saluti

  4. Giuseppe Arrigoni ha detto:

    Salve sono un istruttore subaqueo da oltre 10 anni. Ho 35 anni, fumatore, e forma fisica diciamo nella media (Non ho grasso addominale, ma nemmeno mi tengo costantemente in forma. Chi ha qualche stagione mediterranea e tropicale alle spalle mi capisce…). Ho da parecchi anni in uso un Aladin 2g e le soste profonde che il software con algoritmo Buhllman mi fa effettuare sono sempre alla metà della pressione massima raggiunta, e noto che cambia in base al profilo di immersione in atto: tempo di fondo alla ,assuma profondità, risalita, yoyo… Normalmente mi fa effettuare soste profomde entro gli 8 ed i 14mt. Anche in immersioni ripetitive eseguite nella stessa mattinata (quindi con profondità minori rispetto alla prima immersione), la soste è sempre entro i 10mt. Il tempo per Aladin 2g è sempre di 2 minuti e sono sempre immersioni senza tappe di decompressione obbligatoria. È corretto seguire queste soste che il mio computer mi segnala? Nelle immersioni con decompressione le soste di profondità che mi segnala sono sempre intorno ai 15-17mt (dipende dal profilo e dal tempo di fondo); queste soste sono da eseguire o è consigliabile eseguire solo le tappe di decompressione obbligatorie seguite da una risalita controllata e corretta?

    Grazie mille per il contributo offerto a noi subacquei sempre affamati di informazioni.

  5. Luca Ghinassi ha detto:

    Vorrei chiederle come occorre comportarsi con le soste profonde previste dai protocolli (tra cui il fipsas-dan), se non previsti dal proprio computer. Vorrei sapere anche come è meglio comportarsi secondo lei quando ci si immerge in coppia ed uno dei due computer non prevede deep stop; finora avevo sempre utilizzato il sistema di fermarmi convinto che una sosta in più avrebbe solo fatto bene, ma ora…
    Un’ultima domanda circa il suo parere sulla Ratio Deco, che sicuramente prevede soste decisamente più profonde dei computer “standard”
    Grazie dell’attenziona

  6. RENZO CARBONERE ha detto:

    Egregio Professore,
    sono un M3 in attività prossimo ai 66 anni.
    sono interessato a documenti/ testi da Lei prodotti relativi agli argomenti trattati in questo articolo, se in vendita, come poterli acquistare ?
    La ringrazio.
    Distinti saluti
    Renzo Carbonere

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